Unashamed Story

Il nome
The Unashamed Singers: i cantanti senza vergogna, spudorati, quasi incoscienti. Perché?
Perché abbiamo la faccia tosta di salire su un palco davanti a occhi ed orecchie sconosciute che si aspettano lievi melodie e ritmi inconsueti (in realtà la maggior parte delle persone non sa proprio cosa aspettarsi da nove individui più un direttore che si presentano con questo nome!). Perché abbiamo un’età media di ventitre anni, e ci confrontiamo con brani e arrangiamenti che hanno fatto la storia del vocal jazz e del genere a-cappella. Perché abbiamo scelto il nostro nome in un momento di ordinaria follia tra una nota e l’altra. Forse anche perché…lo siamo. Punto. Nessuna giustificazione, nessun chiarimento. Quindi farete bene a saltare quelle poche righe che avete letto finora.

La storia
Tutto ebbe inizio nel 2001, con una circolare fatta girare per le classi dalle mani pesanti di un bidello del Liceo Classico “Gulli e Pennisi” (Acireale-CT). Sembrava la solita pallosa circolare che intimava noi studenti a non caliarsi più la scuola, invece si rivelò essere un pezzo di carta essenziale per le nostre voci…ehm…vite.
Siamo nati, insomma, da un progetto scolastico per la comprensione e la riproduzione del canto gospel e spiritual afro-americano. Il progetto era questo, initio. Ma col tempo è cambiato e si è sviluppato, così come sono cambiate tante cose e così come tante persone hanno peregrinato per questo “coro”.
Ci chiamiamo “The Unashamed Singers” già da quando eravamo un “progetto scolastico”, quando ancora eravamo…”piccoli”. Ma abbiamo già detto che sono cambiate molte cose, e così è dal 2004 che non siamo più un progetto, ma abbiamo voluto crearci un progetto. Ci siamo ritirati in una casetta in campagna, alle pendici dell’Etna (è vero!), e abbiamo deciso di riunirci in associazione culturale, mantenendo però il nostro nome, nato dalle spessi lenti di un vecchio e folle componente del “coro”.
Dal 2004 abbiamo dunque acquisito la formazione attuale (pur con un paio di modifiche nel corso di un anno che ci hanno un po’ messo in difficoltà, ma ci hanno anche fatto crescere). La compattezza del gruppo è senz’altro dovuta agli sforzi che ognuno di noi ha sostenuto durante questi anni, alla voglia di cantare e confrontarci sempre più con altre voci e altre orecchie. Ma grande merito va dato anche al più vecchio (non per forza il più saggio!), al più “grande” e al meno udibile di noi: il Gran Maestro dell’ordine del grappolo, Maurizio Giliberto. E’ il direttore nonché presidente dell’associazione “The Unashamed Singers”, e pensiamo proprio che senza il suo apporto a quest’ora non saremmo qui, in rete, nelle piazze, nelle chiese e nei teatri dove abbiamo cantato, cantiamo e speriamo di continuare a cantare.

Il repertorio
Il repertorio che cantiamo, e che portiamo dentro come globuli rossi, è quello dei grandi classici del genere a-cappella e del vocal-jazz. Abbiamo fatto nostri, in questi cinque anni di esperienza, brani ad elevata difficoltà di esecuzione, cantati dai più grandi gruppi vocali del mondo, di grande tradizione (Swingle Singers, Real Group, Take Six, Vox One, Manhattan Transfer). Solo per citare alcuni titoli dell’ormai vasto repertorio:
Over the rainbow, Amazing grace, Day tripper, Lady Madonna, Ticket to ride, Birthday, Joshua fought the battle of Jerico, My funny Valentine, God bless the child, The lonsome road, Oh happy day, Don’t worry be happy, A cappella in Acapulco, Chili con carne, Soul bossa nova, It don’t mean a thing, Java jive, Good Bait, Waltz for Debby, There will never be another you, Pastime with good company, Dido’s lament
Oltre a questi, sono in cantiere molti altri brani originali e di nostra produzione. Vi invitiamo a scoprire di che si tratta nei prossimi mesi!